Quanto costa davvero un’ora di stampante 3D
Il prezzo di tenere la macchina accesa per sessanta minuti, voce per voce, e perché il valore predefinito della calcolatrice è troppo basso per quasi tutti.
Scritto da Álvaro Melgar Merenciano·
Quasi tutti quelli che vendono stampe 3D fanno pagare a pezzo, ma ragionano a ore: «questo sono cinque ore di stampante». La cosa strana è che quasi nessuno sa quanto costa una di quelle ore.
Costa 38 centesimi, plastica compresa. Senza plastica, solo per tenere la macchina accesa, 13 centesimi.
E dentro quel numero c’è una trappola che riguarda quasi tutti quelli che stampano poco. Prima di arrivarci conviene vedere di cosa è fatta quell’ora, perché non è la stessa per tutti.
Le quattro voci di un’ora
Un’ora di stampa, con il pezzo di riferimento di questo sito, consuma 10,9 grammi di filamento. Con quello si può già fare il conto voce per voce:
| Voce | All’ora | Peso |
|---|---|---|
| Materiale (10,9 g) | 0,22 € | 56,9% |
| Ammortamento della macchina | 0,11 € | 29,3% |
| Fallimenti (10%) | 0,03 € | 9,1% |
| Elettricità | 0,02 € | 4,7% |
| Totale | 0,38 € | 100,0% |
Lo puoi verificare nella calcolatrice con un’ora e 10,9 grammi, senza manodopera, che è proprio la voce che non dipende dall’orologio.
Guarda l’elettricità: meno di due centesimi all’ora. È quello che preoccupa di più chi inizia ed è, di gran lunga, quello che costa di meno. La macchina viene sei volte più cara della luce che consuma.
Quanto costa tenere la stampante all’anno
Moltiplicando quell’ora per quanto stampi esce la spesa annuale. Con il pezzo di riferimento (5 h 30 l’uno):
| Pezzi all’anno | Ore | Materiale | Luce | Totale |
|---|---|---|---|---|
| 20 | 110 | 24,00 € | 1,98 € | 42,19 € |
| 50 | 275 | 60,00 € | 4,95 € | 105,48 € |
| 100 | 550 | 120,00 € | 9,90 € | 210,95 € |
| 200 | 1.100 | 240,00 € | 19,80 € | 421,91 € |
| 400 | 2.200 | 480,00 € | 39,60 € | 843,81 € |
La colonna della luce merita un momento. Stampando duecento pezzi all’anno, che sono millecento ore di macchina, l’elettricità sono 19,80 €. All’anno. Meno di quanto costa una bobina.
Se ti hanno mai detto che una stampante 3D «fa impazzire la bolletta», il numero è quello. Il conto completo del consumo è nella calcolatrice del consumo elettrico.
La tua ora non è la mia: i grammi
I 38 centesimi escono da un pezzo che consuma 10,9 grammi all’ora. Siccome il materiale è il 57% del conto, appena cambiano i grammi cambia tutto.
E cambiano parecchio. Un vaso in spirale a parete sottile può stare a 5 grammi all’ora; un pezzo pieno con riempimento alto si piazza a 40 senza fatica.
| Grammi all’ora | L’ora costa | Materiale |
|---|---|---|
| 5 g/h (parete sottile) | 0,25 € | 39,4% |
| 10,9 g/h (riferimento) | 0,38 € | 56,9% |
| 20 g/h (pezzo normale) | 0,58 € | 68,6% |
| 40 g/h (pieno) | 1,02 € | 78,2% |
Tra la prima riga e l’ultima ci sono quattro volte di differenza, e in tutte e due la macchina è rimasta accesa esattamente lo stesso tempo.
Tirare fuori il tuo numero è immediato: lo slicer ti dice i grammi e il tempo di una stampa qualsiasi; dividi i grammi per le ore ed ecco i tuoi grammi all’ora. Se vuoi essere preciso, fallo con tre o quattro pezzi di quelli che stampi davvero e prendi la media.
E se la stampante è costata il triplo
L’altra metà del numero è quanto hai pagato la macchina. Quegli 11 centesimi di ammortamento danno per scontata una stampante da 400 €; con una da 1.500 € il conto è un altro.
| La stampante è costata | Ammortamento | L’ora |
|---|---|---|
| 200 € | 0,06 €/h | 0,33 € |
| 400 € | 0,11 €/h | 0,38 € |
| 800 € | 0,21 €/h | 0,49 € |
| 1.500 € | 0,39 €/h | 0,69 € |
| 3.000 € | 0,76 €/h | 1,10 € |
Una macchina da 3.000 € fa costare l’ora quasi tre volte di più rispetto a una da 400 €. Questo non la rende un cattivo acquisto: se stampa al doppio della velocità, ogni pezzo passa metà delle ore e il conto resta quasi uguale. Ma va messo nel campo, non dato per scontato.
Quella che è davvero una brutta combinazione è una macchina cara usata poco, perché i due effetti si moltiplicano. Una stampante da 1.500 € in mano a chi fa venti pezzi all’anno si ammortizza a 2,82 € l’ora, e il pezzo di riferimento arriva a 21,48 € di costo e 32,22 € di prezzo.
Vale la pena vederlo prima di comprare, non dopo.
E se stampo di notte?
La terza variabile è la tariffa della luce, ed è quella che conta meno delle tre, anche se è quella su cui tutti fanno domande.
| Tariffa | Luce all’ora | L’ora | Luce in 1.100 h |
|---|---|---|---|
| 0,08 €/kWh (notturna) | 0,010 € | 0,37 € | 10,56 € |
| 0,15 €/kWh (media) | 0,018 € | 0,38 € | 19,80 € |
| 0,30 €/kWh (cara) | 0,036 € | 0,40 € | 39,60 € |
Tra la tariffa più economica e la più cara, l’ora cambia di tre centesimi. E passare da una tariffa media a una notturna, stampando duecento pezzi all’anno, fa risparmiare 9,24 € all’anno: mezza bobina.
Quindi sì, stampare di notte costa un po’ meno, ma non abbastanza da organizzarci la settimana. Se ti interessa il dettaglio del consumo è nella calcolatrice della luce; se ti preoccupa la spesa, guarda prima i grammi, che costano dodici volte la luce.
La trappola: l’ammortamento dà per scontato che consumerai la macchina
Qui sta il problema, ed è una critica al valore predefinito di questa stessa calcolatrice.
Quegli 11 centesimi di ammortamento escono dal dividere 450 € — la stampante più la manutenzione — per 4.000 ore di vita utile. Il conto è giusto, ma vale solo se a quelle 4.000 ore ci arrivi davvero.
E 4.000 ore sono 727 pezzi da 5 h 30. Se alla macchina dai cinque anni di uso, sono 146 pezzi all’anno, quasi tre a settimana, tutte le settimane, per un lustro.
Sotto quel ritmo non esaurirai la vita utile: la stampante diventerà obsoleta, si romperà senza ricambi o semplicemente smetterai di usarla. E allora gli 11 centesimi sono finzione.
| Pezzi all’anno | Ore in 5 anni | Ammortamento vero | Predefinito |
|---|---|---|---|
| 20 | 550 | 0,82 €/h | 0,11 €/h |
| 50 | 1.375 | 0,33 €/h | 0,11 €/h |
| 100 | 2.750 | 0,16 €/h | 0,11 €/h |
| 146 o più | 4.000 | 0,11 €/h | 0,11 €/h |
Con venti pezzi all’anno, l’ora di macchina non costa 11 centesimi ma 82: sette volte tanto.
Cosa fa questo al tuo prezzo
La differenza non è accademica. Con quell’ammortamento corretto, il pezzo di riferimento passa da portarsi dietro 62 centesimi di macchina a portarsene 4,50 €:
| 4.000 h | 550 h | |
|---|---|---|
| Macchina per pezzo | 0,62 € | 4,50 € |
| Costo del pezzo | 5,11 € | 9,38 € |
| Prezzo con margine | 7,66 € | 14,07 € |
L’84% in più. Se vendi ogni tanto e fai pagare 7,66 € quel pezzo, non stai guadagnando 2,55 €: stai perdendo 1,72 €, perché la macchina si consuma più in fretta di quanto la fai pagare.
Lo puoi vedere da solo nella calcolatrice con la vita utile messa a 550 ore.
Cosa mettere nel campo della vita utile
La soluzione non è cambiare la formula: è mettere in quel campo un numero onesto. E il numero onesto non è quanto regge la macchina, ma le ore che le darai tu.
Il conto è di una riga: ore che stampi all’anno × anni che pensi di tenerla, con un tetto alle 4.000 ore di vita reale.
- Stampi ogni tanto, una ventina di pezzi all’anno: metti 550.
- Vendi un po’, una cinquantina all’anno: metti 1.375.
- Vendi sul serio, un centinaio all’anno: metti 2.750.
- Sei vicino a 150 o più: lascia le 4.000, che è già realistico.
Se non sai quante ore stampi, la maggior parte degli slicer tiene il conto, e se no guarda quante bobine consumi in un anno: ogni chilo di PLA sono circa 92 ore di stampante con questo pezzo.
E se il numero viene brutto, non truccarlo. Un prezzo che non copre la macchina è un prezzo che ti sta mangiando la stampante senza che tu lo veda.
Perché una stampa lunga conviene di più all’ora
C’è una cosa che non cambia con la durata della stampa: tu. Togliere il pezzo, levare i supporti e imballarlo sono gli stessi quindici minuti sia che ci abbia messo un’ora sia che ci abbia messo due giorni.
Distribuiti sulle ore di macchina, quei quindici minuti fanno questo:
| Dura | Il tuo tempo all’ora | Tutto all’ora |
|---|---|---|
| 1 ora | 3,00 € | 3,38 € |
| 5 h 30 | 0,55 € | 0,93 € |
| 20 ore | 0,15 € | 0,53 € |
| 44 ore | 0,07 € | 0,45 € |
La stessa ora di macchina, contando il tuo tempo, costa sette volte tanto in una stampa da un’ora rispetto a una da quarantaquattro.
Da qui escono due consigli che valgono più di qualsiasi impostazione dello slicer: metti i pezzi piccoli tutti su un piatto solo invece di stamparli uno alla volta, e non spaventarti delle commesse lunghe, che sono quelle che sfruttano meglio la macchina e il tuo tempo.
Perché far pagare a ore quasi non funziona mai
Sapendo quanto costa l’ora, la tentazione è far pagare a ore, come un’officina. Di solito non funziona, e la tabella iniziale spiega perché.
Dei 38 centesimi che costa un’ora, il 57% è materiale, e il materiale non dipende dall’orologio ma dal pezzo. Due stampe da cinque ore possono portare 10 grammi o 300 a seconda di quanto è pieno il pezzo, e farle pagare uguale vuol dire perderci su una e spaventare il cliente sull’altra.
E nemmeno la tua manodopera va a ore di macchina, come hai appena visto: lo stesso quarto d’ora vale 3,00 € all’ora in una stampa corta e 7 centesimi in una lunga. Per la stessa ragione il doppio di grande costa quattro volte tanto e non otto.
Il costo orario serve ad altro, ed è utilissimo: a decidere cosa metti in macchina. Quando devi scegliere tra due lavori, quello che lascia più guadagno per ora di stampante è quello che deve andare per primo, e questo si calcola nel punto di pareggio.
Cosa non comprende quest’ora
Tre cose restano fuori dai 0,38 €, e conviene tenerle presenti prima di usare quel numero per qualcosa di serio.
Il tuo tempo. Di proposito: i quindici minuti di lavorazione non sono per ora di stampa, sono per pezzo, e metterli qui darebbe un numero che cambia a seconda di quanto dura la stampa.
I ricambi singoli. I 50 € di manutenzione della calcolatrice sono una stima di ugelli, cinghie e piani lungo la vita della macchina. Se la tua stampante ti dà filo da torcere, alza quel campo: entra nell’ammortamento e fa salire il costo orario.
Il posto dove la tieni. Se la stampante occupa una stanza che paghi, quello è un costo fisso mensile e non va a ore. Va nella divisione del punto di pareggio, insieme agli abbonamenti.
La formula intera, così non devi fidarti
Niente di quanto sopra è magia. L’ora sono quattro somme e una moltiplicazione, e stanno su un tovagliolo:
- Materiale: grammi all’ora ÷ 1.000 × quanto ti costa il chilo.
- Luce: watt ÷ 1.000 × la tua tariffa per kWh.
- Macchina: (quanto è costata + manutenzione) ÷ ore di vita utile.
- Fallimenti: moltiplica la somma dei tre per 1,10 se conti un 10% di stampe buttate.
Con i numeri di questo articolo: 10,9 ÷ 1.000 × 20 = 0,2180 di materiale; 120 ÷ 1.000 × 0,15 = 0,0180 di luce; 450 ÷ 4.000 = 0,1125 di macchina. Fanno 0,3485, e per 1,10 danno 0,3834 €. I 38 centesimi dell’inizio.
Se il tuo risultato non torna con quello della calcolatrice, quasi sempre è una di queste tre cose: le ore di vita utile, i grammi all’ora o la percentuale di fallimenti. Mai la tariffa della luce.
Fallo con i tuoi numeri
Tre numeri e ce l’hai.
Uno. Quanto ti è costata la stampante, più quanto pensi di spendere in ricambi finché la terrai.
Due. Le ore che le darai davvero: ore all’anno per gli anni che pensi di tenerla, con il tetto della sua vita reale.
Tre. La tua tariffa della luce, che trovi sull’ultima bolletta e che quasi mai cambia qualcosa.
Metti i tre nella calcolatrice dei costi e confronta il risultato con quello che fai pagare di solito. Se viene di più, non è che la calcolatrice esagera: è che la macchina si stava pagando con le tue tasche.
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Domande frequenti
Quanto costa un’ora di stampante 3D?
38 centesimi con il pezzo di riferimento di questo sito: 0,22 € di materiale, 0,11 € di ammortamento, 0,03 € di fallimenti e 0,02 € di elettricità.
Senza contare la plastica, solo per tenere la macchina accesa, sono 13 centesimi all’ora.
Quanto consuma di luce una stampante 3D in un anno?
Meno di quanto si teme. A 120 W e 0,15 € al kWh sono meno di due centesimi all’ora: con duecento pezzi all’anno, che sono 1.100 ore, vengono 19,80 €.
L’ammortamento della macchina costa sei volte più dell’elettricità che consuma.
Perché dici che l’ammortamento predefinito è troppo basso?
Perché divide i 450 € della macchina per 4.000 ore, e questo è vero solo se arrivi a usarle. 4.000 ore sono 727 pezzi, o 146 pezzi all’anno per cinque anni.
Se stampi venti pezzi all’anno, in cinque anni avrai usato 550 ore. L’ora di macchina ti costa 0,82 €, non 0,11 €: sette volte tanto.
Cosa metto nel campo della vita utile?
Le ore che le darai tu, non quelle che regge la macchina: ore all’anno per gli anni che pensi di tenerla, con tetto a 4.000.
Con 20 pezzi all’anno, metti 550. Con 50, metti 1.375. Con 100, metti 2.750. Da 146 pezzi all’anno in su, le 4.000 predefinite sono già realistiche.
Quanto mi costa tenere la stampante in un anno?
Con venti pezzi all’anno, 42,19 € tra materiale, luce e macchina. Con duecento, 421,91 €. Senza contare il tuo tempo.
Di quel totale, il 57% è filamento, il 29% la macchina e meno del 5% l’elettricità.
Posso far pagare le mie stampe a ore?
Di solito non funziona, perché il 57% del costo di un’ora è materiale, e il materiale dipende dal pezzo e non dall’orologio. Due stampe da cinque ore possono portare 10 grammi o 300.
Il costo orario serve a decidere quale lavoro metti in macchina quando devi scegliere, non a fatturare.
Quante ore di stampante dà una bobina da 1 kg?
Circa 92 ore con il pezzo di riferimento, che consuma 10,9 grammi all’ora.
Serve come trucco per stimare quanto stampi in un anno se non tieni il conto: guarda quante bobine consumi e moltiplica.
Sto perdendo soldi se faccio pagare senza contare bene la macchina?
Può darsi. Con la vita utile corretta a 550 ore, il pezzo di riferimento costa 9,38 € invece di 5,11 €.
Se lo vendi a 7,66 € credendo di guadagnare 2,55 €, in realtà ci perdi 1,72 € su ognuno.
Altri strumenti e guide
Quanto costa stampare in 3D: 20 pezzi con il loro costo realeCosto reale di 20 pezzi tipici stampati in 3D: portachiavi, vaso, supporto per telefono, ingranaggio e altri, con grammi, ore e link per ricalcolare.
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