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Stampare di notte: quanto si risparmia davvero di luce

Spostare le stampe nelle ore economiche è uno dei consigli più ripetuti. Ecco quanto fa risparmiare con i numeri, e cosa andrebbe toccato invece.

Scritto da Álvaro Melgar Merenciano·

Il quadrante di un vecchio voltmetro analogico, con la lancetta vicino alla fine della scala.

Programmare la stampante perché parta di notte e prendere la fascia economica dell’energia è uno dei consigli che girano di più. Suona come soldi gratis: stesso pezzo, bolletta più bassa.

E lo è. Il problema è quanto: dieci centesimi a pezzo, e 18,48 € all’anno se sposti tutta la produzione dalla fascia cara a quella economica.

Non è male per una cosa che si imposta una volta e basta, ma è molto meno di quanto si immagina. Questa guida spiega perché, e dove stanno i soldi veri.

Quanta luce consuma una stampa

Partiamo dal consumo reale, che è la parte che quasi nessuno ha misurato. Il pezzo di riferimento di questo sito è di 60 grammi in 5 h 30, con una stampante da 120 W di media.

Sono 0,660 kWh. Per tutta la stampa.

Per darti un’idea, è all’incirca quello che consuma un forno elettrico in venti minuti. Una stampante 3D da scrivania non è uno di quegli elettrodomestici che muovono la bolletta: la resistenza dell’ugello è piccola, il piano tira forte solo all’inizio e poi mantiene, e i motori consumano poco.

A 0,15 € il kWh, che è il valore di default della calcolatrice, quei 0,660 kWh sono 0,0990 €. Dieci centesimi di luce in un pezzo che ti costa 5,11 €.

È l’1,9% del costo. Quella percentuale è il motivo di tutto quello che viene dopo: puoi fare quello che vuoi col prezzo del kWh, stai comunque litigando per il 2% del conto.

Nemmeno il preriscaldamento cambia niente

C’è un’obiezione ragionevole a quanto detto: nei primi minuti la stampante tira molto più della sua media, perché sta scaldando piano e ugello insieme. Quel tempo non compare nel tempo di stampa che ti dà lo slicer.

È vero, e conviene metterci un numero. Questo non esce dalla calcolatrice: è un conto a parte, con la potenza alta mantenuta per i minuti del riscaldamento.

Quanto costa il preriscaldamento a 0,15 € il kWh, secondo quanto dura e quanto tira la macchina nel frattempo.
RiscaldamentoConsumaCosta
3 min a 200 W0,0100 kWh0,0015 €
5 min a 200 W0,0167 kWh0,0025 €
10 min a 350 W0,0583 kWh0,0087 €

Dieci minuti a scaldare un piano grande a 350 W costano meno di un centesimo. Sono l’8,8% del consumo dell’intera stampa, che era già piccolo.

Quindi l’obiezione è giusta di fisica e sbagliata di contabilità: il picco esiste, ma dura poco e non muove il conto. Dove il preriscaldamento conta davvero è nel tempo, che è molto più caro della luce, e a quello conviene stare attenti se stampi tanti pezzi piccoli uno alla volta.

Lo stesso pezzo con ogni tariffa

Mettiamolo in tabella. Le fasce dell’energia cambiano col paese, col contratto e col giorno, quindi quello che conta è l’intervallo: l’economico sta sui 6 centesimi al kWh e il caro sui 20.

Il pezzo di riferimento da 60 grammi in 5 h 30 con prezzi del kWh diversi. Stampante da 400 € con 50 € di manutenzione e 15 minuti di lavoro.
Fascia€/kWhLuce del pezzoCosto totale
Economica (notte, fine settimana)0,060,0396 €5,04 €
Intermedia0,100,0660 €5,07 €
Default della calcolatrice0,150,0990 €5,11 €
Di punta0,200,1320 €5,15 €
Di punta cara0,300,1980 €5,22 €

Dalla riga più economica a quella più cara ci sono 18 centesimi. E fra fascia economica e di punta, che è la decisione che puoi davvero prendere, ce ne sono 10.

Puoi aprire i due estremi e confrontarli: il pezzo in fascia economica e lo stesso in fascia di punta. Si muove il quarto decimale della riga della luce, e poco altro.

Quanto fanno quei centesimi in un anno

Dieci centesimi a pezzo sembrano trascurabili, e su un pezzo lo sono. Ma vale la pena guardare l’anno intero prima di scartarli, perché i centesimi ripetuti a volte sorprendono.

Con duecento pezzi all’anno, che sono 1.100 ore di macchina:

La bolletta della luce di un anno stampando 200 pezzi da 60 grammi, 1.100 ore a 120 W.
Se stampi tutto inLuce dell’anno
Fascia economica7,92 €
Al prezzo di default19,80 €
Fascia di punta26,40 €

Stavolta non sorprendono. Spostare un anno intero di produzione dalla fascia cara a quella economica fa risparmiare 18,48 €.

Detto altrimenti: tutta l’elettricità di un anno di stampante, nella fascia peggiore, costa meno di due bobine di PLA. E la differenza fra farlo bene e farlo male è meno di una bobina.

Se vuoi il numero della tua macchina, con la sua potenza e le tue ore, c’è la calcolatrice del consumo elettrico, che ha già dentro le potenze dei modelli più usati.

Dove stanno i soldi veri

Ecco la parte importante di questa guida. Se hai intenzione di dedicare del tempo ad abbassare il costo dei tuoi pezzi, conviene sapere quale leva rende di più. Sono queste quattro, tutte sullo stesso pezzo.

Quanto fa risparmiare ogni modifica su un pezzo da 60 grammi, rispetto al cambio di fascia oraria.
Cosa cambiRisparmiVolte la tariffa
Stampare in fascia economica invece che di punta0,10 €1,0
Portare i fallimenti dal 10% al 5%0,10 €0,9
Metterci un minuto in meno a maneggiarlo0,20 €2,0
Togliergli 10 grammi con meno riempimento0,35 €3,5

Eccolo. Togliere dieci grammi al pezzo fa risparmiare tre volte e mezza quello che dà spostare tutte le stampe alla notte, e non ti obbliga a stampare di notte.

Quei 10 grammi sono il pezzo a 50 grammi e 4 h 35, che viene 4,76 €. E abbassare il riempimento di un pezzo decorativo dal 20% al 10% di solito fa esattamente quello, senza che si senta in mano: lo trovi misurato in quanto costa il riempimento.

E guarda la terza riga, quella che quasi tutti ignorano: un solo minuto del tuo tempo vale il doppio di tutta la differenza di tariffa elettrica. Se staccare il pezzo, pulirlo e imballarlo ti porta via un minuto in meno, hai già guadagnato più che programmando stampe notturne per tutto l’anno.

Quando la luce inizia davvero a contare

Tutto quanto sopra vale per una stampante da scrivania normale. Ci sono due casi in cui il conto cambia, e conviene sapere se sei in uno dei due.

Il primo è la potenza. 120 W sono tipici di una macchina piccola che stampa PLA. Una stampante grande, con piano 300 × 300 e camera chiusa, che stampa ABS a 100 °C di piano, gioca in un’altra categoria.

Lo stesso pezzo da 60 grammi in 5 h 30, a 0,15 € il kWh, secondo quanto tira la macchina.
Potenza mediaLuce del pezzoCosto totale
120 W0,0990 €5,11 €
200 W0,1650 €5,18 €
350 W0,2887 €5,32 €
500 W0,4125 €5,45 €

A 500 W la luce si moltiplica per quattro, ma il costo del pezzo sale solo di 34 centesimi: da 5,11 € a 5,45 €. Resta la voce che non decide niente, anche se ormai si vede.

Qui l’importante è un’altra cosa: la potenza media non è quella dell’etichetta. Sull’etichetta c’è il picco, che la macchina tocca solo mentre scalda. La media di una stampa lunga è parecchio più bassa, ed è quella da mettere nel conto.

Il secondo caso: tante ore

L’altra situazione in cui la tariffa inizia a pesare è quella ovvia: quando le ore si moltiplicano. Una macchina sola che fa 1.100 ore all’anno non muove niente. Cinque macchine che ne fanno 5.500 sono un altro discorso.

A 120 W ciascuna, quelle 5.500 ore sono 660 kWh all’anno. In fascia economica costano 39,60 €; in fascia di punta, 132,00 €.

La differenza è di 92,40 € all’anno, e lì sì che vale la pena programmare le partenze. Non perché 92 € siano tanti soldi, ma perché a quella scala la misura non costa niente: lanci le code di notte una volta ed è fatta.

Comunque tieni le proporzioni. Su una produzione di 5.500 ore starai spendendo circa 1.200 € di filamento, e il dettaglio completo di dove va ogni euro di un’ora di macchina è in quanto costa un’ora di stampante 3D. La luce resta la riga più piccola delle quattro.

Quanto dovrebbe costare la luce per contare

C’è un altro modo di guardare la cosa, ed è rovesciare la domanda. Invece di chiederci quanto risparmiamo, chiediamoci cosa dovrebbe succedere perché la luce fosse una voce seria.

Quanto peserebbe la luce sul pezzo di riferimento se il kWh costasse molto più di quanto costa.
Se il kWh costasseLuce del pezzoPezzoPeso
0,15 € (oggi)0,099 €5,11 €1,9%
0,50 €0,330 €5,36 €6,2%
1,00 €0,660 €5,73 €11,5%
2,00 €1,320 €6,45 €20,5%

Il kWh dovrebbe arrivare a 1,00 € — quasi sette volte quello che costa oggi — perché la luce arrivasse all’11,5% del pezzo. E anche allora peserebbe meno della macchina.

Questa è la risposta definitiva al perché questo articolo è venuto come è venuto. Non è che l’elettricità sia economica: è che una stampante 3D consuma pochissimo per quanto ci mette. Sta accesa sei ore e consuma quanto un forno in venti minuti.

Per cui, se quello che cerchi è abbassare il costo dei tuoi pezzi, la tariffa elettrica non è la tua leva. Non è nemmeno la seconda.

I buoni motivi per stampare di notte

Che il risparmio sia piccolo non vuol dire che stampare di notte sia una cattiva idea. Vuol dire che i soldi non sono il motivo. Ce ne sono tre che invece lo sono:

  • Il rumore. Una stampante in funzione fa un ronzio costante che dà più fastidio di quanto sembri in un appartamento. Di notte non disturba nessuno, e ti lascia la casa in silenzio di giorno.
  • La macchina lavora mentre dormi. Questo è il motivo vero. Se la stampante sta ferma otto ore ogni notte, stai perdendo un terzo della capacità che hai già pagato. Quello è il conto che conta, e non esce in bolletta: esce nell’ammortamento.
  • Il calore. D’estate una stampante con camera chiusa scalda la stanza. Di notte si apprezza.

Il motivo che non regge è risparmiare in bolletta. Se stampi di notte, fallo per gli altri tre, che valgono molto più di dieci centesimi.

E un avvertimento che va detto: lasciare una stampante accesa senza nessuno davanti ha i suoi rischi. Se hai intenzione di farlo di routine, vale la pena tenere la macchina su una superficie che non bruci, un rilevatore di fumo vicino e, se puoi, una telecamera per darle un’occhiata. Vale più dei 18 € dell’anno.

Come sapere il tuo in cinque minuti

Tre passi per togliersi il dubbio con i propri numeri.

Uno. Guarda la bolletta e segna il prezzo del kWh della tua fascia più cara e di quella più economica. Se hai una tariffa monoraria, hai finito: questo articolo non ti riguarda, e ti sei risparmiato la decisione.

Due. Moltiplica la potenza media della tua macchina in kW per le ore che stampi in un anno. Quelli sono i tuoi kWh. Se non sai la potenza media, la calcolatrice della luce ha quelle dei modelli più comuni.

Tre. Moltiplica quei kWh per la differenza fra i due prezzi. Quello è il tuo risparmio massimo annuo programmando di notte, ed è il massimo perché dà per scontato che oggi tu stampi tutto nella fascia cara.

Se il risultato ti ripaga lo sforzo, vai. Se no, sai dove guardare: la tabella delle quattro leve qui sopra, a partire dai grammi.

Vuoi il numero esatto del tuo caso? calcolatore del costo di stampa 3D fa il conto completo con il tuo filamento, la tua tariffa della luce e la tua stampante, e ti lascia il preventivo pronto da copiare.

Domande frequenti

Quanto si risparmia stampando in 3D di notte?

Circa 10 centesimi a pezzo. Il pezzo di riferimento di questo sito costa 5,15 € stampato in fascia di punta e 5,04 € in fascia economica.

Con 200 pezzi all’anno, spostare tutta la produzione dalla fascia cara a quella economica fa risparmiare 18,48 €.

Quanta luce consuma una stampa 3D?

Il pezzo di riferimento, 60 grammi in 5 h 30 con una macchina da 120 W di media, consuma 0,660 kWh. Per tutta la stampa.

A 0,15 € il kWh sono 0,0990 €: l’1,9% di quanto costa il pezzo.

L’elettricità è una voce importante nella stampa 3D?

No. È la più piccola delle quattro: il materiale si prende più della metà del costo e la macchina quasi un terzo.

La luce di un anno intero di stampante, nella fascia più cara, costa meno di due bobine di PLA.

Cosa fa risparmiare più del cambio di fascia oraria?

Togliere 10 grammi al pezzo con meno riempimento fa risparmiare 0,35 €, tre volte e mezza quello che dà spostare tutte le stampe alla notte.

E un solo minuto in meno a maneggiare il pezzo fa risparmiare 0,20 €, il doppio della tariffa.

Quando conviene programmare le stampe di notte?

Quando le ore si accumulano. Cinque macchine a 5.500 ore all’anno consumano 39,60 € di luce in fascia economica e 132,00 € in fascia di punta: 92,40 € di differenza.

A quella scala la misura non costa niente, perché si lancia la coda una volta e resta fatta.

Influisce la potenza della stampante?

Sì, ma meno di quanto sembri. Passare da 120 W a 500 W moltiplica la luce per quattro e porta il pezzo da 5,11 € a 5,45 €.

Attenzione alla potenza dell’etichetta: quella è di picco, raggiunta solo mentre scalda. La media di una stampa lunga è parecchio più bassa.

Ci sono motivi per stampare di notte che non siano i soldi?

Sì, e sono migliori. Il rumore non dà fastidio a nessuno, d’estate la stanza non si scalda, e soprattutto la macchina lavora mentre dormi.

Quest’ultimo è quello che conta davvero: una stampante ferma otto ore a notte è un terzo della capacità che hai già pagato.

È sicuro lasciare la stampante accesa di notte?

Ha i suoi rischi, e conviene non ignorarli. Se hai intenzione di farlo di routine, tieni la macchina su una superficie che non bruci e un rilevatore di fumo vicino.

Una telecamera per controllarla dal telefono vale parecchio più dei 18 € all’anno che ti fa risparmiare la tariffa.

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